Guida

Guadagnare online seriamente: le strade che funzionano davvero

Guadagnare online seriamente non è scegliere fra venti strade in un elenco: è passare ogni strada attraverso tre domande. La domanda si può misurare prima di spendere? Quanto costa partire questo mese, in euro? E cosa comporta in Italia, dal punto di vista fiscale? Pochissime strade sopravvivono a tutte e tre. Questa pagina non contiene una cifra che puoi guadagnare tu, perché nessuno la conosce. Contiene i numeri reali di un mercato italiano, le tariffe vere e le norme che decidono se quello che fai è un hobby o un'impresa.

Chi cerca "guadagnare online" trova, in prima pagina, due tipi di risposta. Da un lato le pagine di aziende che vendono software: fanno un elenco di venti idee e alla fine ti serve il loro prodotto. Dall'altro i blog personali, che raccontano un percorso vero ma uno solo, quello di chi scrive. In mezzo, nelle domande correlate, la gente chiede sempre la stessa cosa in quattro modi diversi: come guadagnare 10, 20, 50, 100 euro al giorno. Nessuna di quelle pagine risponde con un conto.

Il conto si può fare, e in Italia si fa in euro, con le tariffe di eBay.it e le norme italiane. È quello che segue.

Le tre domande che smontano una strada finta

Una strada per guadagnare online è seria quando puoi verificarla prima di metterci dei soldi, sai quanto costa il primo mese e sai a cosa ti obbliga. Sono tre filtri indipendenti, e servono tutti e tre.

Primo filtro: la domanda si misura? Vendere oggetti fisici su un marketplace è la strada più verificabile che esista per chi parte da zero, perché le vendite passate sono osservabili: quanti pezzi di un articolo si sono venduti negli ultimi 30 giorni, a che prezzo medio, contro quante inserzioni concorrenti. Nella maggior parte delle altre strade dell'elenco, no: puoi solo provare e vedere. Non le rende sbagliate, le rende più lente da correggere.

Secondo filtro: quanto costa partire. Qui l'Italia ha appena cambiato le carte in tavola, e nessun articolo scritto prima di settembre 2026 lo sa. Dal 1° settembre 2026 un venditore privato con indirizzo nello Spazio economico europeo non paga più tariffe per transazione su eBay.it: né la commissione sul valore finale né la tariffa per l'adeguamento normativo, con 150 inserzioni gratuite al mese e 0,35 € per ogni inserzione oltre la quota. La pagina ufficiale delle tariffe dichiara di essere stata aggiornata proprio in quella data. Vendere le tue cose oggi costa zero.

Terzo filtro: cosa comporta in Italia. È il filtro che l'elenco copiato dall'inglese non ha, e che decide più di ogni altro. Vendere le proprie cose ogni tanto e comprare merce per rivenderla sono due situazioni giuridicamente diverse, con conseguenze diverse, e il confine non è una cifra. Ci torniamo più avanti, perché è la parte che i lettori italiani sbagliano più spesso.

Che cosa vuol dire davvero "50 € al giorno"

Una cifra al giorno non è un obiettivo finché non la traduci in inserzioni. Il numero che fa la traduzione si chiama sell-through: la percentuale di inserzioni attive che vende in 30 giorni. Su eBay.it varia di quasi cinque volte da una categoria all'altra, e quella differenza conta più della categoria che ti piace.

I numeri provengono dallo ZIK Marketplace Index (ZMI), che copre 4,7 milioni di inserzioni monitorate su eBay.it, dati al 05/09/2026. Nelle nove categorie principali, 2.356.512 inserzioni attive hanno prodotto 1.146.568 vendite in 30 giorni: sul totale del mercato, poco meno di una vendita ogni due inserzioni al mese.

CategoriaSell-throughInserzioni per 1 vendita al giorno
Ricambi auto80,2%~37
Casa e giardino61,4%~49
Cosmetici48,1%~62
Elettronica42,7%~70
Giocattoli40,2%~75
Abbigliamento34,1%~88
Gioielli e orologi33,4%~90
Collezionismo21,6%~139
Libri17,2%~174

L'ultima colonna è aritmetica, non una previsione: al sell-through medio della categoria, per arrivare a 30 vendite in 30 giorni servono in media quelle inserzioni attive. Va letta come un ordine di grandezza. Una inserzione scelta bene vende molto più della media della sua categoria, e una scelta male non vende mai; in alcune nicchie una sola inserzione vende molti pezzi, ed è il motivo per cui certi sotto-settori mostrano un sell-through sopra il 100%. Quello che la tabella dice con certezza è un'altra cosa: nessuna categoria produce una vendita al giorno con tre inserzioni, e chi ti mostra il contrario ti sta mostrando l'eccezione.

Da qui il salto alla cifra al giorno è breve. Nei ricambi auto, il prezzo medio è 46,43 € e le tariffe da professionale su quel prezzo sono 6,31 €, cioè il 13,6%. Restano 40,12 € per vendita, dai quali devi ancora togliere il costo del fornitore e la spedizione: è lì dentro che sta il margine, non nel prezzo. Il dettaglio delle percentuali categoria per categoria sta nella guida alle commissioni di eBay, che le calcola sul prezzo a cui ogni categoria vende davvero.

Il conto su un prodotto vero

Il modo più onesto di ridimensionare "1000 € subito" è guardare quanto fattura, fra i prodotti di punta rilevati dallo ZMI su eBay.it, quello che fattura di più. Negli ultimi 30 giorni è un olio motore, un Liqui Moly Top Tec 4200 5W30 da 5 litri, venduto a 56,90 € di media dal venditore WS-Autoteile: 620 pezzi e 35.278 € di ricavi in trenta giorni. Sono circa 1.176 € di fatturato al giorno, e circa 21 pezzi spediti ogni giorno.

Il conto delle tariffe su un singolo pezzo, da venditore professionale nella categoria ricambi auto:

VoceImporto
Prezzo medio di vendita56,90 €
Commissione sul valore finale 12,5%7,11 €
Tariffa fissa per ordine0,35 €
Adeguamento normativo 0,35%0,20 €
Resta prima del costo del prodotto49,24 €

Su 620 pezzi, eBay incassa 4.749 € di tariffe e al venditore restano 30.529 € prima di aver pagato l'olio. Quanto costa l'olio lo sa solo lui, ed è l'unico numero che decide se quel 35.278 € è un buon mese o un pareggio. Questa è la forma vera del guadagno online: un fatturato grande, una percentuale che se ne va in tariffe, un costo di acquisto che nessuna pagina può indovinare per te, e un margine che resta. Chi promette una cifra netta senza conoscere il tuo fornitore sta vendendo un corso.

Nota anche il resto: 620 pezzi in un mese sono un magazzino, un conto fornitore e una logistica. Il primo mese di chiunque non assomiglia a questa riga.

Le strade, una per una

Le strade oneste per guadagnare online in Italia sono poche, e si distinguono per cosa chiedono prima di dare qualcosa.

StradaPer partireObblighi
Le tue cose0 € su eBay.itNessuno, se occasionale
RivenditaMerce e tariffePartita IVA subito
DropshippingTariffe e strumentiPartita IVA subito
Negozio ShopifyAbbonamento e pubblicitàPartita IVA e obblighi del sito
ServiziSolo tempoOccasionale o partita IVA
ContenutiTempo, per mesiRedditi da dichiarare

Vendere quello che hai già

È l'unica strada che oggi in Italia parte davvero da zero euro, ed è anche l'unica che finisce da sola. Serve a due cose: capire come funziona una vendita vera, con foto, titolo, spedizione e acquirente scontento compreso, e mettere insieme un piccolo capitale. Non è una seconda entrata: è un fondo iniziale. Le regole precise di questa posizione stanno nella guida su vendere su eBay senza partita IVA.

Rivendere sul marketplace

Comprare merce e rivenderla è la strada dove la domanda si misura meglio, perché il marketplace pubblica il risultato: quanto si è venduto, a che prezzo, con quanta concorrenza. È anche la strada che diventa impresa il primo giorno, non quando raggiungi una cifra. La parte pratica, dalla prima inserzione alla spedizione, sta in come vendere su eBay; che cosa conviene mettere in vendita, con i dati veri delle categorie italiane, in cosa vendere online e nel report sui prodotti più venduti su eBay in Italia.

Dropshipping

È la variante della rivendita in cui non compri la merce prima: l'ordine arriva, il fornitore spedisce. Toglie il rischio del magazzino e aggiunge tutto il resto, perché il margine si assottiglia e i tempi di consegna non li controlli. Sul piano fiscale è identica alla rivendita: attività abituale, partita IVA, stessi obblighi. Se non hai chiaro il meccanismo, parti da che cos'è il dropshipping; se lo hai chiaro e vuoi i passaggi, da come iniziare con il dropshipping.

Negozio tuo

Con Shopify possiedi la vetrina e non paghi commissioni a un marketplace, ma nessuno passa davanti al tuo negozio per caso: il traffico devi comprarlo o costruirlo. È la strada giusta dopo che hai imparato a vendere altrove, e la più cara come prima strada.

Servizi, competenze, contenuti

Vendere ore o competenze (traduzioni, grafica, sviluppo, consulenza) è la strada che paga prima in assoluto e non richiede merce. Non si misura in anticipo con un dato di mercato e non lascia un asset dietro di sé, ma per moltissime persone è la risposta corretta, e curiosamente è l'unica dove la famosa cifra dei 5.000 € significa davvero qualcosa. I contenuti, cioè video, blog e affiliazione, funzionano ma pagano tardi: mesi prima del primo euro. Chi li mette nello stesso elenco della vendita, senza dire quanto tempo chiedono, sta nascondendo la cosa più importante.

Il bivio fiscale italiano: occasionale o abituale

In Italia non esiste una cifra sotto la quale puoi guadagnare online senza partita IVA. Il criterio è come vendi, non quanto incassi. L'art. 4 del DPR 633/1972 definisce l'esercizio di imprese come "l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali"; il testo unico delle imposte sui redditi usa le stesse parole. Chi vende in modo abituale è impresa da subito. Chi vende le proprie cose ogni tanto non lo è, qualunque sia l'incasso.

Da qui il testo passa alla terza persona, perché descrive obblighi. Chi compra per rivendere svolge un'attività abituale e apre la partita IVA prima della prima inserzione: codice ATECO 2025, Gestione commercianti INPS, SCIA al SUAP del Comune. I passaggi in ordine, con le fonti ufficiali, stanno nella guida alla partita IVA per vendere online. Chi invece svolge un'attività commerciale in modo non abituale ha redditi diversi, da indicare nel rigo RL14 del Modello Redditi al netto delle spese inerenti.

I 5.000 € non sono un limite di vendita. Sono la franchigia dell'art. 44 del D.L. 269/2003, che iscrive alla Gestione separata INPS chi esercita attività di lavoro autonomo occasionale solo se il reddito annuo supera i 5.000 €. Riguarda le prestazioni, cioè una traduzione o una consulenza fatte ogni tanto. Applicarla alla vendita di beni è l'errore più diffuso su questo argomento, e produce un piano costruito su una soglia che nessun ufficio applicherà mai a una vendita.

Il numero che invece scatta presto è un altro. Per la direttiva DAC7, eBay comunica i dati del venditore all'Agenzia delle Entrate quando in un anno il corrispettivo delle vendite al netto di tariffe, commissioni e imposte raggiunge i 2.000 €, oppure quando le transazioni sono 30 o più. eBay precisa che la normativa non modifica gli obblighi fiscali del venditore: stabilisce solo se la piattaforma è tenuta a comunicare i dati. Tradotto: chi punta a "100 € al giorno" supera la soglia di comunicazione nel primo mese, e lo fa sotto gli occhi del fisco. La valutazione del caso concreto resta lavoro da commercialista; questa pagina dà i testi, non un parere.

Da dove partire questa settimana

Il primo passo che ha senso non è scegliere la strada: è verificare se quello che vorresti vendere si vende. Su eBay.it la verifica è possibile perché le vendite passate sono osservabili, ed è la sola cosa che puoi sapere con certezza prima di spendere.

La dashboard Market Insights di ZIK Analytics: le nicchie eBay in movimento negli ultimi 30 giorni con i ricavi, i venditori che stanno crescendo e le impostazioni marketplace, modello di business e paese. La scena mostra l'app in inglese e il marketplace USA in dollari, com'è davvero; con eBay Italia nelle Quick Settings gli stessi campi mostrano i dati di eBay.it in euro

In ZIK Analytics l'eBay Product Research Tool, con il marketplace impostato su eBay Italia nelle Quick Settings, restituisce per una parola chiave il sell-through, le inserzioni concorrenti, i pezzi venduti e i Sale Earnings del periodo scelto, su 7, 14, 21 o 30 giorni. È la stessa misura che la tabella di questa pagina applica a intere categorie, ma sul singolo prodotto a cui stai pensando. ZIK è una piattaforma multicanale: oltre ai dati di vendita di eBay copre le stime dei negozi Shopify e le inserzioni pubblicitarie di Meta. L'app è in inglese.

Poi fai il conto, nell'ordine: prezzo a cui la categoria vende davvero, meno la percentuale di categoria, meno 0,35 € per ordine, meno lo 0,35% di adeguamento normativo, meno il costo del fornitore. Quello che resta, moltiplicato per le vendite che il sell-through rende plausibili, è la tua cifra. Non sarà quella dei titoli, e sarà tua.

Guadagnare online seriamente somiglia a questo: un numero verificato prima di spendere, una posizione fiscale in regola prima della prima vendita, e un margine calcolato per articolo. È più lento di qualsiasi promessa e ha un vantaggio che nessuna promessa ha, cioè che si può controllare mentre lo fai.

Domande frequenti

Come fare veramente soldi online?

Scegliendo una strada in cui la domanda si può misurare prima di spendere, e trattandola come un'attività, non come un trucco. Vendere oggetti che qualcuno cerca davvero è la strada più misurabile che esista per un principiante in Italia: su eBay.it si vede quanto si è venduto negli ultimi 30 giorni, a che prezzo e con quante inserzioni concorrenti. Le altre strade oneste (servizi, competenze, contenuti) funzionano, ma pagano più tardi e non si verificano con un dato prima di iniziare.

Come fare soldi online partendo da 0?

Con le cose che hai già. Dal 1° settembre 2026 un venditore privato con indirizzo nello Spazio economico europeo non paga tariffe per transazione su eBay.it e ha 150 inserzioni gratuite al mese: svuotare armadio, cantina e libreria è l'unica partenza che in Italia costa davvero zero euro. Non è un reddito, è un fondo iniziale: finisce quando finiscono le tue cose. Da lì in poi, comprare per rivendere è un'attività abituale e richiede la partita IVA.

Come guadagnare 100 euro al giorno online?

Prima di rispondere serve capire cosa vuol dire quella cifra. Nelle nove categorie principali di eBay.it il prezzo medio di vendita rilevato dallo ZIK Marketplace Index è 41,99 €, e le tariffe da professionale valgono dal 7,3% al 13,6% del prezzo secondo la categoria: 100 € di margine al giorno non sono due o tre vendite, sono un catalogo, un fornitore e un margine calcolato per ogni articolo. Per riferimento, fra i prodotti di punta rilevati dallo stesso indice quello che fattura di più genera circa 1.176 € di ricavi al giorno, e dietro c'è un venditore professionale con un conto fornitore, non una persona che ha iniziato il mese scorso.

Come generare 50 euro al giorno?

Traducendo la cifra in inserzioni. Il sell-through di una categoria dice quale percentuale delle inserzioni attive vende in 30 giorni: 80,2% nei ricambi auto, 17,2% nei libri. Per una vendita al giorno servono in media circa 37 inserzioni attive nella prima categoria e circa 174 nella seconda. Poi conta quanto resta per vendita: prezzo medio meno commissione di categoria, meno 0,35 € per ordine, meno lo 0,35% di adeguamento normativo, meno il costo del fornitore.

Fino a quanto posso guadagnare online senza partita IVA?

La domanda non ha una risposta in euro. La legge italiana definisce l'impresa come esercizio per professione abituale, anche non esclusiva, di un'attività commerciale (art. 4 del DPR 633/1972): conta come vendi, non quanto incassi. Vendere le tue cose ogni tanto non è attività d'impresa; comprare per rivendere lo è dal primo giorno. I 5.000 € che circolano sono la franchigia INPS del lavoro autonomo occasionale, prevista per prestazioni come una consulenza o una traduzione, non per la vendita di beni.

Quali sono le app che ti pagano veramente?

È la domanda sbagliata, e il motivo è aritmetico: qualsiasi attività pagata a compito, sondaggi e micro-task compresi, paga in proporzione al tempo e non lascia nulla di tuo quando smetti. Le strade che costruiscono qualcosa hanno tutte un asset dietro: un catalogo di inserzioni, una competenza vendibile, un pubblico. La differenza pratica è che la seconda categoria continua a produrre mentre dormi, la prima si ferma con te.

Come avere una seconda entrata mensile?

Scegliendo una strada compatibile con il lavoro che hai già e mettendola in regola prima che diventi un problema. Vendere in modo abituale, anche part-time, è un'attività d'impresa: partita IVA, codice ATECO, contributi INPS della gestione commercianti e SCIA al SUAP del Comune. La verifica di compatibilità con il tuo contratto di lavoro dipendente e il calcolo dei contributi sono lavoro da commercialista, non da pagina web.

Devo dichiarare quello che guadagno vendendo online?

Sì, se è reddito. Chi vende in modo abituale ha redditi d'impresa. Chi svolge un'attività commerciale in modo non abituale ha redditi diversi, da indicare nel rigo RL14 del Modello Redditi al netto delle spese inerenti. Indipendentemente da questo, da 30 transazioni o 2.000 € incassati in un anno eBay comunica i tuoi dati all'Agenzia delle Entrate per la direttiva DAC7. eBay scrive che la comunicazione non modifica i tuoi obblighi fiscali: li rende visibili.