Dove vendere online in Italia: le piattaforme a confronto
La domanda "dove vendo online" ha cinque risposte famose e una struttura sola: prima scegli il modello, poi il nome. I modelli sono tre. Il marketplace con inserzioni e tariffe pubblicate (eBay.it, Amazon.it, Etsy), gli annunci tra privati (Subito, Vinted) e il negozio tuo. Ognuno ti chiede una cosa diversa e te ne restituisce un'altra. Questa pagina mette i costi reali in euro uno accanto all'altro, presi dalle pagine ufficiali di ogni piattaforma, e dice a chi conviene ciascuna.
Le liste che trovi in italiano e in inglese hanno due difetti. Le inglesi ignorano i due posti dove gli italiani vendono davvero tra privati, Subito e Vinted, e ci infilano Walmart, che qui non esiste. Le italiane copiano tabelle tariffe vecchie: quasi nessuna si è accorta che dal 1° settembre 2026 un venditore privato su eBay.it non paga più tariffe per transazione, il che cambia l'ordine di tutta la classifica per chi vende cose sue.
Una premessa sull'onestà dei numeri, perché riguarda due nomi su cinque. Le tariffe di eBay.it, Amazon.it ed Etsy sono pubblicate in pagine che chiunque può aprire e che qui sono citate con la data in cui sono state lette. Vinted e Subito non pubblicano una tabella leggibile dall'esterno. Per loro questa pagina non stampa nessuna percentuale: descrive cosa sono e a chi servono, e ti manda alla loro pagina per la cifra. Un numero senza fonte vale meno di nessun numero.
I tre modi di vendere online, e perché la scelta viene prima del nome
Il marketplace ti presta i suoi acquirenti e si tiene una percentuale. Gli annunci ti mettono in contatto con un'altra persona e si fanno da parte. Il negozio tuo non ti chiede niente sulla vendita perché non ti dà niente in partenza: il traffico lo compri tu. Tutto il resto sono dettagli di implementazione.
| Marketplace | Annunci tra privati | Negozio tuo | |
|---|---|---|---|
| Chi ci sta | eBay.it, Amazon.it, Etsy | Subito, Vinted | Shopify e simili |
| Chi porta gli acquirenti | la piattaforma | la piattaforma | tu |
| Cosa paghi sulla vendita | una percentuale pubblicata | secondo la piattaforma | niente |
| Cosa paghi comunque | inserzioni o canone | niente per inserire | canone e pubblicità |
| Chi gestisce il pagamento | la piattaforma | dipende dal servizio | il tuo gestore |
| Chi sei, per la piattaforma | privato o professionale | quasi sempre privato | un'azienda |
| Storico dei venduti consultabile | solo su eBay | no | no |
L'ultima riga è quella che i confronti dimenticano e che vale più delle percentuali. eBay pubblica lo storico dei venduti oggetto per oggetto, con il prezzo e la data di ogni vendita conclusa: prima di comprare un pezzo puoi vedere quanti se ne sono venduti davvero, a che prezzo e quante inserzioni concorrenti ci sono. Le altre quattro non espongono quel dato. Amazon ed Etsy mostrano al massimo indicatori indiretti, per esempio il totale delle vendite di un negozio, che non ti dicono quanto vende il singolo articolo. Se stai decidendo dove investire tempo e soldi, poter stimare la domanda prima è un criterio concreto, non una questione di gusti.
Quanto costa vendere, in euro, sulle tre piattaforme che pubblicano le tariffe
Ecco le tre tabelle ufficiali messe una accanto all'altra. Le cifre di Etsy e Amazon sono state lette dalle loro pagine italiane il 13 settembre 2026; quelle di eBay.it dalle pagine ufficiali delle tariffe, lette il 5 settembre 2026.
| Voce | eBay.it (privato SEE) | eBay.it (professionale) | Amazon.it | Etsy |
|---|---|---|---|---|
| Costo fisso ricorrente | nessuno | nessuno | 0 € o 39 €/mese | nessuno |
| Per mettere in vendita | 150 inserzioni gratis al mese, poi 0,35 € | 0,35 € a inserzione senza Negozio | nessuno | 0,17 € per 4 mesi |
| Sul venduto | 0 | 11% tipico (12,5% ricambi auto, 6,5% tech) | commissione per segnalazione, per categoria | 6,5% |
| Fisso per ordine | 0 | 0,35 € | 0,99 € col piano Individuale | nessuno |
| Gestione pagamento | inclusa | inclusa | inclusa | 4% + 0,30 € |
| Altre tariffe | l'acquirente paga la Protezione acquisti | 0,35% di adeguamento normativo | secondo il servizio logistico | 15% Annunci Offsite, 2,5% cambio valuta, 0,8% in alcuni Paesi |
Come si legge questa tabella. Per chi vende cose proprie, eBay.it oggi non ha rivali sul costo: il privato con indirizzo nello Spazio economico europeo non paga né commissione sul valore finale né adeguamento normativo, e la tariffa per la Protezione acquisti la paga chi compra, aggiunta al prezzo, senza toccare il tuo incasso. Per chi compra per rivendere il confronto si riapre, perché la tabella che vale è quella professionale, e lì eBay chiede circa l'11% più 0,35 € a ordine, Amazon chiede la commissione per segnalazione della categoria e, oltre i 40 articoli al mese, i 39 € di canone, ed Etsy arriva a un totale intorno al 10,5% più 0,47 € una volta sommate transazione e gestione pagamento.
I dettagli di ogni tabella, categoria per categoria e con il conto in euro sui prezzi medi reali di eBay.it, stanno nella guida alle commissioni eBay per privati e professionali. Qui interessa il confronto tra canali, non dentro un canale solo.
eBay.it: il canale dove i numeri si vedono prima
eBay.it è un marketplace generalista con acquirenti in tutta Europa, due tabelle tariffe separate per privati e professionali, e una caratteristica che nessun altro di questa lista ha: lo storico delle vendite è pubblico. È il canale che questa pagina consiglia a chi non sta solo svuotando la cantina.
La scala del marketplace, in numeri. I numeri provengono dallo ZIK Marketplace Index (ZMI), che copre 4,7 milioni di inserzioni monitorate su eBay.it, dati al 05/09/2026. Nelle nove categorie principali di eBay.it si sono venduti 1.146.568 pezzi in 30 giorni, su 2.356.512 inserzioni attive, a un prezzo medio di 41,99 €. È il canale dove puoi verificare un'idea prima di spendere, e questo conta più della classifica per dimensione: il report sui prodotti più venduti su eBay in Italia mostra cosa si muove categoria per categoria, e la pagina su cosa vendere online in Italia legge le stesse tabelle da venditore.
A chi conviene. Al privato che vende oggetti propri, per il costo zero. A chi rivende in modo abituale e vuole controllare la domanda prima di comprare merce. A chi vende ricambi, elettronica, articoli per la casa, collezionismo: le categorie storiche del sito. Il percorso completo, dall'account alla prima spedizione, è nella guida su come vendere su eBay.
A chi non conviene. A chi vende un prodotto proprio con un marchio da costruire: lì il negozio tuo vale di più. E a chi vende abbigliamento usato di fascia bassa, dove Vinted ha semplicemente più pubblico.
Amazon.it: il traffico più grande, al prezzo più alto
Amazon ti dà il bacino di acquirenti più grande d'Italia e in cambio ti chiede la struttura di un'azienda. Due piani: Individuale a 0,99 € (IVA esclusa) per articolo venduto, senza canone, e Professionale a 39 € (IVA esclusa) al mese indipendentemente dai pezzi venduti. A entrambi si somma la commissione per segnalazione, che cambia per categoria e si calcola sul prezzo totale pagato dall'acquirente, spedizione ed eventuali extra compresi. La soglia la indica Amazon stessa sulla sua pagina prezzi: sotto i 40 articoli al mese ha senso l'Individuale, sopra i 40 il Professionale.
A chi conviene. A chi vende un prodotto con codice a barre, in quantità, e può reggere sia la commissione sia i tempi di consegna che il cliente Amazon si aspetta. A chi ha già un marchio registrato e vuole volume.
A chi non conviene. A chi vende pezzi unici, usato o fatto a mano, che sul catalogo Amazon non hanno una scheda prodotto a cui agganciarsi. E a chi vende poco e occasionalmente: qui, a differenza di eBay.it, non esiste una colonna a costo zero per il venditore privato, perché la commissione per segnalazione si paga su ogni articolo venduto in tutti e due i piani.
Etsy: solo se quello che vendi è fatto a mano, vintage o su misura
Etsy non è un marketplace generalista: è il mercato dell'artigianato, del vintage e dei materiali creativi, e il suo regolamento lo circoscrive. Se quello che vendi non rientra in quelle categorie, la domanda di Etsy non ti riguarda, per quanto buone siano le tariffe.
Le tariffe, dalla pagina venditori italiana letta il 13 settembre 2026: ogni inserzione costa 0,17 € e resta attiva quattro mesi o fino alla vendita; sul venduto paghi il 6,5% di commissione di transazione; con Etsy Payments si aggiunge il 4% più 0,30 € di gestione del pagamento. Poi ci sono le voci che compaiono solo in certi casi: il 15% sugli Annunci Offsite, dovuto soltanto sulle vendite che quegli annunci generano, il 2,5% di conversione valuta se la valuta dell'inserzione è diversa da quella del tuo conto, e uno 0,8% di commissione operativa regolamentare in alcuni Paesi. Non c'è canone mensile; c'è una tariffa una tantum di apertura del negozio, il cui importo Etsy mostra prima che tu completi la configurazione.
Fai il conto su un oggetto da 30 €: 0,17 € di inserzione, 1,95 € di transazione, 1,50 € di gestione pagamento, cioè 3,62 € totali, il 12,1% del prezzo. È una percentuale da marketplace generalista, su un pubblico molto più specifico. Vale se il pubblico è il tuo.
Vinted e Subito: dove si comincia, non dove si cresce
Sono i due posti dove gli italiani vendono davvero tra privati, e per moltissime persone sono il primo contatto con l'idea di vendere qualcosa. Meritano di stare in questa pagina, e meritano di essere descritti per quello che sono.
Subito è nata a Milano nel 2007, fa parte del gruppo Adevinta e si definisce la prima piattaforma di re-commerce in Italia. I suoi numeri dichiarati: 13 milioni di annunci online ogni giorno in 38 categorie e 26 milioni di utenti unici al mese; nella dichiarazione prevista dal Regolamento UE 2022/2065 indica 15,3 milioni di destinatari attivi medi mensili al 30 giugno 2025. È un sito di annunci, non di inserzioni: mobili, elettrodomestici, auto, telefoni, spesso con ritiro a mano nella stessa città.
Vinted è il canale della rivendita di abbigliamento, cresciuto fino a diventare un'azienda di scala europea: il gruppo ha dichiarato per il 2025 un volume di vendite di 10,8 miliardi di euro, in crescita del 47% sull'anno precedente, 1,1 miliardi di ricavi e 62 milioni di utile netto. Se hai un armadio da svuotare, è lì che c'è il pubblico.
Cosa non trovi qui: una percentuale. Le pagine di assistenza di entrambe non sono leggibili dall'esterno in modo verificabile, e su questo sito una cifra senza fonte datata non si pubblica. Per le tariffe correnti vale la loro pagina di assistenza, che ha ragione anche contro questo articolo.
Quando è ora di andartene. Quando smetti di vendere cose tue e cominci a comprare per rivendere, questi due canali smettono di essere il posto giusto, per tre motivi pratici: non ti fanno vedere la domanda prima di comprare, non ti danno una tabella tariffe su cui costruire un prezzo, e ti espongono alla domanda fiscale senza gli strumenti per rispondere. Chi vende in modo abituale ha bisogno di un marketplace con regole scritte, e nella maggior parte dei casi quel marketplace è eBay.it.
Il negozio tuo: nessuna commissione, nessun traffico
Aprire un negozio con Shopify o un'alternativa significa non pagare commissioni sulla vendita e pagare tutto il resto: il canone, il tema, le app, e soprattutto il traffico. È la strada giusta quando hai già un prodotto che vende e vuoi smettere di affittare il pubblico di qualcun altro. È la strada sbagliata come primo passo, perché un negozio senza visite non è un canale di vendita, è un sito.
L'ordine che funziona quasi sempre: validi il prodotto dove il pubblico c'è già, poi apri il negozio per i clienti che hai conquistato. Il percorso completo, con i costi del primo mese in euro, sta nella pagina su come aprire un ecommerce in Italia; il modello di chi non tiene magazzino è spiegato in dropshipping con Shopify.
Quando vendere diventa un'attività
Il criterio della legge italiana non è una cifra: è l'abitualità. Vendi da privato quando vendi cose tue ogni tanto; vendi da impresa quando l'attività è abituale, per esempio quando compri oggetti allo scopo di rivenderli. Vale su tutte le piattaforme di questa pagina, non solo su quelle che ti chiedono un account professionale.
Le 30 vendite o i 2000 € all'anno che leggi ovunque sono un'altra cosa: sono la soglia oltre la quale la piattaforma, qualunque sia, comunica i tuoi dati all'Agenzia delle Entrate per la direttiva DAC7. Non è una franchigia e non cambia i tuoi obblighi: rende visibile quello che hai venduto. Le due domande sono trattate per esteso, con i testi ufficiali, in vendere su eBay senza partita IVA e in quando serve la partita IVA per vendere online. Per il tuo caso specifico la risposta la dà un commercialista, con i tuoi numeri davanti.
Tre domande per scegliere
- Sto vendendo cose mie o sto comprando per rivendere? Cose tue: eBay.it da privato per il costo zero, Vinted per l'abbigliamento, Subito per l'ingombrante e il ritiro a mano. Comprare per rivendere: sei un professionale, e la scelta è tra eBay.it e Amazon.it.
- Quello che vendo ha una scheda prodotto o è un pezzo unico? Con un codice a barre e quantità, Amazon ha il volume. Pezzo unico, usato, fatto a mano o vintage: eBay per il generalista, Etsy se rientra nelle sue categorie.
- Posso verificare la domanda prima di spendere? Su eBay sì, ed è il motivo per cui chi fa sul serio comincia quasi sempre da lì, anche quando l'obiettivo finale è un negozio proprio.
Da dove partire questa settimana
Se stai svuotando casa, apri un account privato su eBay.it per quello che si spedisce e usa Subito per l'ingombrante: nel primo caso non paghi tariffe per transazione, nel secondo non spedisci. Se l'abbigliamento è la parte grossa, Vinted ha il pubblico.
Se invece l'idea è costruire qualcosa, l'ordine è questo: scegli un prodotto guardando i dati di vendita reali invece dell'istinto, pubblicalo dove quei dati si possono leggere, e apri il negozio tuo solo quando sai già cosa vende. La guida per vendere su eBay copre il primo passo fino alla prima spedizione.
Un'ultima nota su di noi, perché sia chiaro dove finisce quello che possiamo aiutarti a fare. ZIK Analytics è una piattaforma multicanale di ricerca prodotti e intelligence di mercato: dati di vendita eBay di prima parte, stime di fatturato e dati di traffico dei negozi Shopify, intelligence sulle inserzioni Meta (Facebook e Instagram) e abbinamento dei fornitori su Amazon, Walmart, AliExpress, Alibaba e CJ. Copre eBay e la ricerca di mercato per Shopify. Non copre Etsy, Vinted e Subito: se la tua strada è una di quelle tre, questa pagina ti è stata utile e il nostro strumento non ti serve. La prova dura 7 giorni a 1$, e l'app è in inglese.
Domande frequenti
Qual è la migliore piattaforma per vendere online in Italia?
Dipende da cosa vendi e da chi sei. Se vendi cose tue, in modo occasionale, eBay.it è oggi il canale più economico per un privato nello Spazio economico europeo: zero tariffe per transazione dal 1° settembre 2026 e 150 inserzioni gratuite al mese. Se vendi oggetti fatti a mano, vintage o su misura, Etsy è il marketplace costruito per quel pubblico. Se compri per rivendere in volume, Amazon.it ha il traffico più grande e il costo più alto. Se quello che vuoi è disfarti di roba di casa senza spedire lontano, Subito e Vinted sono più veloci di qualsiasi marketplace.
Dove conviene vendere online senza pagare commissioni?
Su eBay.it, se sei un venditore privato con indirizzo nello Spazio economico europeo: dal 1° settembre 2026 non paghi né la commissione sul valore finale né la tariffa per l'adeguamento normativo, e hai 150 inserzioni gratuite al mese. Non è un'offerta a tempo ed è la condizione standard per i privati. Attenzione però: privato significa che vendi cose tue in modo occasionale. Chi compra per rivendere è un venditore professionale per le regole di eBay e per la normativa IVA, e paga la tabella professionale.
Quanto costa vendere su Etsy dall'Italia?
Ogni inserzione costa 0,17 €, resta attiva quattro mesi o fino alla vendita. Su ogni vendita paghi il 6,5% di commissione di transazione più, se incassi con Etsy Payments, il 4% più 0,30 € di gestione del pagamento. Si aggiungono il 15% sugli Annunci Offsite, ma solo sulle vendite che quegli annunci generano, il 2,5% di conversione valuta se vendi in una valuta diversa da quella del tuo conto e uno 0,8% di commissione operativa regolamentare in alcuni Paesi. Non c'è un canone mensile, ma c'è una tariffa una tantum di apertura del negozio, il cui importo vedi prima di finire la configurazione. Fonte: la pagina venditori di Etsy in italiano, letta il 13 settembre 2026.
Quanto costa vendere su Amazon in Italia?
Ci sono due piani. Il piano Individuale costa 0,99 € (IVA esclusa) per ogni articolo venduto, senza canone. Il piano Professionale costa 39 € (IVA esclusa) al mese, indipendentemente da quanti pezzi vendi. In tutti e due i casi si aggiunge la commissione per segnalazione, che varia per categoria e si calcola sul prezzo totale pagato dall'acquirente, spedizione compresa. Amazon stessa indica la soglia: sotto i 40 articoli al mese conviene l'Individuale, sopra i 40 il Professionale. Fonte: la pagina prezzi di Amazon per i venditori italiani, letta il 13 settembre 2026.
Quanto si prende Vinted o Subito sulla vendita?
Questa pagina non pubblica una cifra per nessuna delle due, e la ragione è la trasparenza. Le pagine di assistenza di Vinted e di Subito non sono leggibili dall'esterno in una forma che permetta di citarle con una data: quella di Vinted arriva vuota senza JavaScript, quella di Subito risponde con un blocco. Copiare il numero da un altro blog sarebbe una fonte di seconda mano, e su questo sito una cifra senza fonte non si pubblica. Le tariffe correnti le trovi sulle loro pagine di assistenza, che restano l'unica fonte valida anche rispetto a questo articolo.
Da quando vendere online diventa un'attività da partita IVA?
Il criterio della legge italiana è l'abitualità, non una cifra: si vende da privato quando si vendono cose proprie in modo occasionale, e da impresa quando l'attività è abituale, per esempio quando compri oggetti per rivenderli. Le 30 vendite o i 2000 € all'anno di cui si legge ovunque sono un'altra cosa: sono la soglia oltre la quale la piattaforma, qualunque sia, comunica i tuoi dati all'Agenzia delle Entrate per la direttiva DAC7, e la comunicazione non cambia i tuoi obblighi fiscali. Il tema è trattato per esteso nelle pagine dedicate di questo sito, e per il tuo caso specifico serve un commercialista.