Vendere carte Pokémon: dove, a quanto e cosa ti resta
Cerca "vendere carte pokemon" su Google e nei primi venti risultati trovi quattro video, tre discussioni su Reddit, due gruppi Facebook, un forum, un profilo Instagram, una casa d'aste, un'app di annunci e cinque negozi che comprano collezioni. Nessuna guida, nemmeno una. Li abbiamo contati il 9 ottobre 2026, e in quei venti risultati non c'è eBay.it, non c'è Subito, non c'è Vinted e non c'è una sola pagina che spieghi come si fa.
Quello che manca sono le tre cose che decidono quanto ti resta in mano. Quanto vale davvero la carta che stai per mettere in vendita. Quanto ti costa ogni strada, perché nel 2026 in Italia la risposta è cambiata e quasi nessuno lo ha scritto. E da che punto vendere carte smette di essere una faccenda tua e diventa qualcosa che riguarda anche il fisco.
Questa pagina fa i cinque passi in ordine, con i numeri presi dai nostri dati di mercato e le tariffe lette sulle pagine ufficiali il 9 ottobre 2026. Se hai fretta: parti dal Passo 1, perché accettare un'offerta senza sapere il valore è l'unico errore che non si può correggere dopo.
Passo 1: Scopri quanto vale, prima di accettare qualunque offerta
Un negozio che compra la tua collezione ti fa un prezzo solo. Per capire se è un buon prezzo ti serve un riferimento, e il riferimento non è quanto qualcuno sta chiedendo per una carta simile: è quanto quella carta è stata pagata.
Partiamo dal quadro generale, perché ridimensiona quasi tutte le aspettative. I numeri provengono dallo ZIK Marketplace Index (ZMI), su 53.298 inserzioni Pokémon monitorate su eBay.de, eBay.fr ed eBay.it, dati al 28/09/2026. In 30 giorni quelle inserzioni hanno prodotto 13.699 vendite per 382.914 €, cioè una media di 27,95 € per carta venduta, con 2.757 venditori attivi. Le inserzioni più scambiate stanno a 1 o 1,25 € l'una. La vita quotidiana di questo mercato è quella, e ogni lista di record a sei cifre la nasconde.
Dentro quella media, però, la distanza tra una caratteristica e l'altra è enorme, ed è lì che sta la tua risposta. Il dettaglio completo, caratteristica per caratteristica, con un calcolatore per il tuo caso, è nel report sul valore delle carte Pokémon; i prezzi più alti mai registrati stanno nel report sulle carte Pokémon più costose, e quali tipi di carta sono davvero rari è spiegato in quello sulle carte Pokémon rare. Se la tua carta è un Charizard, che è il caso più frequente, c'è una pagina dedicata al valore del Charizard.
Per la singola carta il riferimento lo trovi gratis su eBay, filtrando per oggetti venduti invece che per inserzioni attive. Tre regole per leggere quell'elenco senza illudersi, e valgono per le carte più che per qualsiasi altro oggetto usato:
- Confronta solo lo stesso stato di conservazione. La stessa carta con gli angoli integri e la stessa carta con un angolo smussato sono due prodotti diversi, e sul collezionismo la differenza di prezzo è più grande che altrove.
- Conta le vendite, non solo i prezzi. Una vendita alta comparsa una volta è un episodio. Tre o quattro vendite ravvicinate allo stesso livello sono un prezzo di mercato.
- Guarda il set e il numero di collezione, non il Pokémon. Esistono decine di Pikachu diversi, con prezzi che non hanno niente in comune. Il numero stampato in basso sulla carta è l'unica cosa che identifica davvero quello che hai in mano.
Passo 2: Scegli la strada in base a quanto vale il tuo tempo
Qui le guide sbagliano perché confrontano commissioni. La differenza vera tra le tre strade non è il costo, è quanto lavoro fai tu e chi tiene i soldi mentre la carta viaggia.
| Marketplace | Negozio che compra | Gruppo o fiera | |
|---|---|---|---|
| Chi fa il prezzo | Tu | Loro | Si tratta |
| Cosa vendi | Carta o lotto | Tutta la raccolta | Da accordo |
| Quanto lavoro fai | Foto, titolo, invio | Un passaggio | Un contatto |
| Chi tiene i soldi | Il sito, fino alla consegna | Nessuno: pagano loro | Nessuno |
| Se va storto | Procedura del sito | Accordo con loro | Niente |
L'ultima riga è quella che decide, ed è la ragione per cui questa tabella esiste: su un marketplace esiste una procedura di contestazione, con un negozio c'è un accordo tra voi due, in un gruppo o a una fiera non c'è niente. In una trattativa a mano il denaro non passa da nessuna piattaforma, quindi non c'è nessuna piattaforma che possa trattenerlo o restituirlo. Non è un consiglio sul fidarsi o non fidarsi di una persona: è la domanda da farsi prima, cioè in quale delle tre transazioni ti stai mettendo.
Sui canali: eBay.it è quello con il pubblico europeo più profondo per le carte e, come vedrai nel Passo 4, oggi per un privato è anche gratuito. Vinted non è pensato per le carte ma le accetta nel suo catalogo Hobby e collezionismo, e la sua pagina ufficiale dice che non ci sono spese per caricare o vendere e che ricevi il prezzo di vendita completo sul tuo Saldo Vinted. I negozi e i siti italiani che comprano collezioni, che sono i veri padroni di questa ricerca su Google, fanno una cosa che nessun marketplace fa: ti liberano del raccoglitore in un pomeriggio. Quanto trattengono per farlo non lo pubblicano in una pagina che si possa leggere e confrontare, quindi non troverai qui una percentuale: chiedi un preventivo a due o tre di loro e confrontalo con il riferimento che hai trovato al Passo 1.
Se nella stessa scatola ci sono anche carte Yu-Gi-Oh, non dare per scontato che valgano come le Pokémon: è un mercato più piccolo e più concentrato, dove il bollino 1a edizione vale meno della metà, e il modo di selezionarle è diverso perché si parte dal codice del set stampato sulla carta. Il percorso completo è nella guida su vendere carte Yu-Gi-Oh. Se quello che hai in casa non sono solo carte, il ragionamento generale su quale canale conviene per ogni tipo di oggetto usato è nella guida su vendere usato online.
Passo 3: Scrivi il titolo con il nome che c'è stampato sulla carta
Questo è il passo che fa la differenza più grande a costo zero, e l'istinto italiano è esattamente quello sbagliato.
Nei dati ZMI citati sopra, le inserzioni Pokémon che hanno la lingua italiana nel titolo sono 147 su 53.298 attive, con 20 vendite in 30 giorni. Quelle in inglese sono 3.210 con 999 vendite, quelle in giapponese 7.199 con 2.087. Non significa che un titolo italiano venda a meno: le 20 vendite italiane hanno una media alta, 63,55 €, ma sono venti, un campione troppo piccolo per concluderne qualsiasi cosa sul prezzo. Significa un'altra cosa, molto più pratica: il mercato in cui finisce la tua carta è europeo, e chi compra cerca il nome e il numero che vede stampati sulla carta. Se scrivi "carta Pokémon rara di Charizard anni 90", nessuno la sta cercando con quelle parole.
Quello che deve stare nel titolo, in quest'ordine:
- Il nome della carta come è stampato, con il suffisso compreso: "Charizard ex" e "Charizard VMAX" sono due carte diverse e due ricerche diverse.
- Il set e il numero di collezione, le due cose stampate in basso sulla carta. Sono l'unica coppia di dati che identifica senza ambiguità quello che hai in mano.
- Lo stato di conservazione o il grado, se è gradata.
- La lingua della carta, se non è inglese: una carta giapponese si cerca come giapponese.
Quello che invece non porta nessuno sull'annuncio è la descrizione generica in italiano, del tipo "carta Pokémon rara anni 90 da collezione": sono parole che nessuno digita, e occupano i caratteri del titolo al posto del set e del numero.
Oltre quattro o cinque carte alla settimana, scrivere ogni titolo a mano diventa il collo di bottiglia, e il problema non è più la lingua ma quali parole i compratori usano davvero. È il punto in cui uno strumento di ricerca serve. Nell'eBay Product Research Tool di ZIK Analytics si imposta il marketplace eBay Italia dalle Quick Settings, si inserisce la parola chiave e si filtra per data di vendita a 7, 14, 21 o 30 giorni; i risultati riportano sell-through, inserzioni, oggetti venduti e ricavi. L'eBay Title Builder lavora sulla stessa base e costruisce il titolo partendo dai termini che i compratori cercano, dalla concorrenza e dalle vendite reali: mostra i tre titoli che vendono di più, le parole chiave generiche e long tail e il livello di concorrenza di ognuna.
Se però stai svuotando un vecchio raccoglitore e hai finito in un pomeriggio, l'elenco di quattro punti qui sopra ti basta: il titolo lo scrivi a mano e questo paragrafo non ti riguarda.
Passo 4: Prezza sapendo esattamente cosa ti resta
La domanda che tutti i video su questo argomento si fanno è quanto si lascia di commissione. Dal 1° settembre 2026, per un privato in Italia, la risposta è cambiata, e la pagina ufficiale di eBay.it sulle tariffe per venditori privati, letta il 9 ottobre 2026, la scrive così: "Vendere su eBay.it è ora gratuito per i venditori privati con un indirizzo registrato nello Spazio economico europeo (SEE). Non vengono applicate tariffe per transazione (Commissioni sul valore finale o tariffe per l'adeguamento normativo), indipendentemente dalla categoria in cui vendi". La stessa pagina dice di essere stata aggiornata il 1° settembre 2026 con nuove condizioni tariffarie.
La tabella qui sotto mette a confronto le due condizioni che riguardano chi vende carte su eBay.it, perché il giorno in cui passi dalla prima alla seconda cambia tutto il conto. Le percentuali della colonna di destra sono quelle della riga delle carte collezionabili, non la percentuale generica: su eBay.it i giochi di carte collezionabili hanno una tariffa propria, più bassa del resto del Collezionismo.
| Venditore privato | Venditore professionale | |
|---|---|---|
| Commissione sul valore finale, carte | Nessuna, in qualunque categoria | 6,5% fino a 990 €, 2% sulla parte eccedente |
| Commissione, resto del Collezionismo | Nessuna | 11% fino a 990 €, 2% sulla parte eccedente |
| Tariffa fissa per ordine | Nessuna | 0,35 € |
| Inserzioni gratuite al mese | 150, oppure 250 con un Negozio | Nessuna, se non hai un Negozio eBay |
| Tariffa d'inserzione | 0,35 € oltre la quota | 0,35 € Compralo Subito, 0,50 € asta |
| Prezzo di riserva in asta | 3% del riserva, min 3 € max 150 € | 2,6% del riserva, min 2,60 € max 130 € |
Quattro precisazioni che nella tabella non ci stanno e che cambiano il conto.
Lo zero del privato vale per chi ha l'indirizzo registrato nello Spazio economico europeo, e la pagina avverte che le tariffe si applicano se spedisci a un indirizzo fuori dall'Eurozona e dalla Svezia: una carta venduta a un compratore britannico o svizzero non è lo stesso caso di una venduta in Germania. Le tariffe del venditore professionale si intendono al netto dell'IVA, e la Commissione sul valore finale si calcola sull'importo totale della vendita, che comprende imballaggio, spedizione e imposte, non solo sul prezzo della carta. Le inserzioni gratuite del professionale arrivano con l'iscrizione a un Negozio eBay, che costa 24,95 € al mese per il Negozio Base, 49,95 € per il Premium e 179,95 € per il Premium Plus: senza Negozio ogni inserzione si paga dalla prima.
E il prezzo di riserva è l'unica tariffa che un privato può attivare senza accorgersene, perché si imposta dentro il modulo dell'asta come se fosse un'opzione gratuita. Costa il 3% del prezzo di riserva, con un minimo di 3 € e un massimo di 150 €, e si paga anche se la carta non viene venduta. Da venditore professionale la stessa opzione costa meno, 2,6% con un minimo di 2,60 € e un massimo di 130 €: è l'unica riga della tabella in cui le due condizioni non sono né uguali né a favore del privato, e vale la pena saperlo prima di mettere una riserva su una carta che non si venderà.
Un esempio su una carta prezzata 120 €. Da privato incassi 120 €, meno quello che ti costa la spedizione se la offri tu. Da professionale la Commissione sul valore finale è il 6,5% di 120 €, cioè 7,80 €, più 0,35 € di tariffa fissa: 8,15 €, e ti restano 111,85 € prima di spedizione e imposte. Se la stessa carta la vendessi come francobollo o moneta, cioè nel resto del Collezionismo, la commissione sarebbe l'11%, quindi 13,20 € più 0,35 €. Le percentuali sono quelle lette sulle pagine di eBay.it il 9 ottobre 2026; il conto su quelle percentuali è nostro. Il quadro completo delle tariffe eBay in euro è nella pagina sulle commissioni eBay, e come funziona la quota di inserzioni gratuite è spiegato negli annunci gratis su eBay.
Passo 5: Spedisci in modo che la carta arrivi come l'hai fotografata
Su una carta da 2 € la spedizione è l'intero problema economico dell'annuncio; su una carta da 200 € è l'intero rischio. In entrambi i casi la regola è la stessa e non ha niente di sofisticato: la carta deve arrivare esattamente nelle condizioni che hai dichiarato, perché tutto il prezzo di una carta da collezione sta nelle sue condizioni.
Questo significa bustina protettiva, toploader o supporto rigido, e una busta che non si pieghi. Significa anche la foto del fronte e del retro con gli angoli visibili prima di imballare, che è la cosa che chiude una contestazione in un messaggio invece che in una settimana. E significa scegliere la tracciatura in proporzione al valore: su una carta che vale più della spedizione raccomandata, non tracciare è una scommessa che perdi una volta su molte ma la perdi tutta.
Come si impostano servizi di spedizione, tempi di imballaggio ed etichette dal lato venditore è spiegato nella guida alle spedizioni su eBay. Il resto del percorso, dalla registrazione del profilo venditore alla prima inserzione, è nella guida su come vendere su eBay.
La gradazione conviene? Solo con un conto fatto prima
La domanda arriva sempre, e la risposta è un numero contro un altro numero.
La tabella qui sotto riporta quattro righe dei dati ZMI già citati, scelte perché sono le quattro che decidono se spedire una carta a gradare. Il prezzo medio è fatturato diviso pezzi venduti, non la media dei prezzi richiesti; le inserzioni attive descrivono tutto il campo esistente e le vendite solo la finestra di 30 giorni, quindi i due numeri stanno accanto e non vengono divisi tra loro.
| Caratteristica | Prezzo medio | Vendite 30 giorni | Inserzioni attive |
|---|---|---|---|
| Gradata PSA | 278,37 € | 367 | 2.882 |
| 1a edizione | 73,38 € | 497 | 2.213 |
| Holo | 22,09 € | 2.848 | 9.968 |
| Reverse Holo | 7,82 € | 1.155 | 4.320 |
La distanza tra la prima riga e la terza è di circa dodici volte, e spiega perché la gradazione è l'unico intervento che sposta davvero il prezzo di una carta: una carta sigillata e certificata toglie il rischio a chi compra, e chi compra lo paga.
Attenzione a come si legge quel 278,37 €, però, perché è la trappola di questa tabella. Non è il prezzo che la tua carta avrebbe se la gradassi. È la media delle carte che qualcuno ha già ritenuto valesse la pena gradare, cioè una selezione di carte già buone. Il conto corretto è un altro: prendi il prezzo reale della tua carta oggi, nelle sue condizioni, poi cerca il prezzo reale della stessa carta gradata con un grado alto. Se la differenza tra i due numeri non copre due volte il costo della gradazione, spedizione e settimane di attesa comprese, la carta si vende così com'è. Le tariffe le pubblica l'ente di gradazione e vanno lette sul suo sito il giorno in cui decidi, perché cambiano. Il calcolatore che sta nel report sul valore delle carte Pokémon serve esattamente a fare questo conto con i tuoi numeri.
Da che punto vendere carte diventa un'attività
Qui ci sono due regole italiane diverse, e sulle carte vengono confuse praticamente sempre. Tenerle separate è probabilmente la cosa più utile di questa pagina.
La prima riguarda la partita IVA, e non ha nessuna soglia in euro. L'art. 4 del DPR 633/1972, letto su Normattiva il 9 ottobre 2026 e lì indicato come vigente, definisce l'esercizio di imprese come "l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile". La parola che decide è abituale. Vendere le carte che avevi in casa non è esercizio d'impresa, qualunque sia il totale incassato. Comprare carte con l'intenzione di rivenderle lo è, e qualunque pagina ti dia un numero in euro per questa domanda sta sbagliando. Il tema è trattato per esteso in vendere su eBay senza partita IVA.
La seconda riguarda l'imposta sul reddito, ed esiste anche senza partita IVA. L'art. 67 del TUIR, il DPR 917/1986, letto su Normattiva il 9 ottobre 2026 nella versione in vigore dal 2 agosto 2025, elenca tra i redditi diversi, alla lettera i), "i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente". Chi compra un lotto a una fiera e lo rivende qualche volta all'anno non è obbligato ad aprire la partita IVA per la prima regola, e resta dentro questa seconda. Sono due domande separate con due risposte separate, e nessuno dei siti che vogliono comprare le tue carte te lo dice.
E poi c'è la DAC7, che non è nessuna delle due. La pagina di eBay sull'argomento, letta il 9 ottobre 2026, dice che i dati di un residente nell'Unione europea vengono comunicati quando il corrispettivo delle vendite, al netto di tariffe, commissioni e imposte, raggiunge i 2.000 € oppure quando si completano 30 o più transazioni in un anno solare, escluse quelle annullate. E chiude così: "La normativa DAC7/PStTG non modifica i tuoi obblighi fiscali. Stabilisce solo se eBay è obbligata a comunicare o meno i tuoi dati". Trenta carte vendute a 2 € l'una superano la soglia delle transazioni e non ti rendono un'impresa; una sola carta comprata per rivenderla ti mette nella seconda regola senza superare niente.
Per il tuo caso serve un commercialista. Questa pagina riporta i testi di legge e le pagine ufficiali, non sostituisce un parere.
Da dove cominciare, oggi
Svuota il raccoglitore sul tavolo e dividi in due mucchi. Nel primo le carte vecchie, quelle con il simbolo della 1a edizione, le promo e tutto quello che è già gradato: sono quelle da cercare una per una sui venduti di eBay e da vendere singolarmente, con il nome stampato nel titolo. Nel secondo tutto il resto, che si vende a lotti perché a 0,26 vendite per inserzione attiva il lavoro di un annuncio per una carta da un euro non si recupera mai.
Poi scegli la strada. Se il primo mucchio ha dieci carte buone, pubblicale tu su eBay.it, dove oggi da privato non paghi tariffe per transazione in nessuna categoria. Se il secondo mucchio è una scatola che vuoi semplicemente non avere più, chiedi un preventivo a due o tre negozi e confrontalo con il riferimento che hai trovato al Passo 1, che è l'unico modo per capire se è un buon prezzo.
E ricordati l'unica frase di questa pagina che riguarda il fisco: la soglia in euro non esiste, le regole sono due, e cambiano il giorno in cui inizi a comprare per rivendere.
Domande frequenti
Dove si vendono le carte Pokémon in Italia?
Ci sono tre strade, e si scelgono in base a quanto vali il tuo tempo. La prima è un marketplace dove pubblichi tu l'annuncio e decidi tu il prezzo: su eBay.it un venditore privato con indirizzo nello Spazio economico europeo non paga tariffe per transazione in nessuna categoria, e questo è il canale con il pubblico europeo più profondo per le carte. La seconda sono i negozi e i siti italiani che comprano l'intera collezione: un prezzo solo, subito, senza che tu debba fotografare e spedire niente, in cambio di un margine che resta a loro. La terza sono i gruppi, i forum e le fiere, dove si tratta a mano: nessuna commissione e nessuna protezione, perché il denaro non passa da nessuna piattaforma. La prima prende più tempo e rende di più sulle carte buone; la seconda ha senso sui raccoglitori di carte comuni.
Quanto costa vendere carte Pokémon su eBay?
Da privato, niente. La pagina sulle tariffe per venditori privati di eBay.it, letta il 9 ottobre 2026, dice che vendere è gratuito per chi ha un indirizzo registrato nello Spazio economico europeo e che non vengono applicate tariffe per transazione, né Commissioni sul valore finale né tariffe per l'adeguamento normativo, indipendentemente dalla categoria. Hai 150 inserzioni gratuite al mese, 250 con un Negozio eBay, e paghi 0,35 € per ogni inserzione in più. Le opzioni facoltative restano a pagamento: la più facile da attivare senza accorgersene è il prezzo di riserva in un'asta, che costa il 3% del prezzo di riserva, da un minimo di 3 € a un massimo di 150 €, e si paga anche se la carta non si vende. Da venditore professionale invece la Commissione sul valore finale esiste: per i giochi di carte collezionabili è il 6,5% fino a 990 € e il 2% sulla parte eccedente, più 0,35 € per ordine.
Come faccio a sapere quanto vale una carta Pokémon?
Guardando a quanto è stata venduta la stessa carta, nelle stesse condizioni, non a quanto viene chiesta. Il nostro report sul valore delle carte Pokémon misura 13.699 vendite in 30 giorni sul mercato europeo di eBay e ti mostra quali caratteristiche spostano il prezzo: una carta gradata PSA vende in media 278,37 €, una Holo non gradata 22,09 €, una di 1a edizione 73,38 €. Per la singola carta ti serve il prezzo reale di quella carta: su eBay lo trovi gratis filtrando per oggetti venduti, e la regola è confrontare solo lo stesso stato di conservazione, contare quante volte quella carta è stata venduta e non solo a quanto, e dare più peso alle vendite recenti.
Conviene far gradare una carta prima di venderla?
Solo se la differenza attesa copre tariffa, spedizione e settimane di attesa. Nei nostri dati la distanza tra gradato e non gradato è grande, 278,37 € di media per le carte gradate PSA contro 22,09 € per le Holo, ma quella media è fatta dalle carte che valeva la pena gradare, non da tutte. Per una carta che non gradata rende 15 € il conto non torna mai. Prima di spedire qualcosa a gradare, trova il prezzo reale della tua carta nelle sue condizioni attuali, poi cerca lo stesso riferimento della stessa carta gradata: se la distanza tra i due numeri non ti paga due volte il costo della gradazione, la carta si vende così com'è. Le tariffe aggiornate le pubblica l'ente di gradazione sul proprio sito, e vanno lette lì il giorno in cui decidi.
Devo aprire la partita IVA per vendere carte Pokémon?
Non esiste una cifra che lo decide, e questa è la risposta più importante della pagina. Il criterio della legge italiana è l'abitualità: l'art. 4 del DPR 633/1972, letto su Normattiva il 9 ottobre 2026 e indicato come vigente, definisce l'esercizio di imprese come "l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole". Chi svuota il proprio raccoglitore vendendo carte sue non esercita un'impresa, qualunque sia il totale. Chi compra carte per rivenderle la esercita, e la soglia non c'entra. C'è poi una seconda regola che riguarda l'imposta sul reddito e non la partita IVA: l'art. 67 lettera i) del TUIR include tra i redditi diversi "i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente". Per il tuo caso specifico serve un commercialista; qui riportiamo i testi, non un parere.
Perché eBay mi chiede il codice fiscale se vendo quattro carte?
Per la direttiva DAC7, e non significa che devi pagare qualcosa. La pagina di eBay sull'argomento, letta il 9 ottobre 2026, dice che i dati di un residente nell'Unione europea vengono comunicati quando il corrispettivo delle vendite, al netto di tariffe, commissioni e imposte, raggiunge i 2.000 € oppure quando si completano 30 o più transazioni in un anno solare, escluse quelle annullate. E aggiunge la riga che chiude il discorso: "La normativa DAC7/PStTG non modifica i tuoi obblighi fiscali. Stabilisce solo se eBay è obbligata a comunicare o meno i tuoi dati". Superare quei numeri non ti rende un'impresa, e restare sotto non ti protegge se compri per rivendere.
Meglio vendere le carte una per una o tutto il raccoglitore insieme?
Dipende da quante carte hanno un nome che qualcuno cerca. I dati del mercato europeo di eBay dicono che su 53.298 inserzioni Pokémon attive arrivano 13.699 vendite in 30 giorni, cioè 0,26 vendite per inserzione attiva: è un mercato largo e lento, dove un annuncio può restare online per settimane. Su una carta da 1 o 2 € quel tempo non si recupera, e il lotto è la risposta giusta. Sulle carte vecchie, gradate, in 1a edizione o promo, dove la media misurata sta tra 71 e 278 €, la vendita singola vale il lavoro di una foto fatta bene e di un titolo scritto bene. La regola pratica: separa dal mucchio le dieci carte che valgono qualcosa, vendi quelle una per una e il resto a lotti.
In che lingua devo scrivere il titolo dell'inserzione?
Con il nome della carta come è stampato sulla carta, che quasi sempre non è italiano. Nei nostri dati le inserzioni Pokémon con la lingua italiana nel titolo sono 147 su 53.298 attive su eBay.de, eBay.fr ed eBay.it, mentre quelle in inglese sono 3.210 e quelle in giapponese 7.199. Non vuol dire che l'italiano venda meno: vuol dire che chi compra una carta la cerca con il nome e il numero che vede stampati, e che il tuo pubblico è europeo, non nazionale. Metti nel titolo il nome della carta, il set e il numero di collezione, lo stato di conservazione e la lingua della carta se è giapponese; la descrizione in italiano la leggerà chi apre l'annuncio.