Vendere su Etsy: quanto costa e quando serve la partita IVA
Etsy pubblica le sue tariffe per intero, in euro, su una pagina che chiunque può aprire. Il problema non è trovarle: è capire su cosa si calcolano. Questa pagina prende le voci una per una dalla pagina venditori italiana di Etsy, letta il 22 settembre 2026, e le applica a una vendita reale fino all'ultimo centesimo.
Poi fa una cosa che le altre pagine su questo argomento non fanno: dice quali tre cifre di Etsy non si possono verificare dall'Italia, e perché preferiamo lasciarle vuote piuttosto che copiarle da un blog. Un numero senza fonte vale meno di nessun numero.
E siccome la domanda arriva sempre insieme a quella sui costi, più sotto c'è la parte su chi vende su Etsy senza partita IVA: non una soglia in euro, perché non esiste, ma il criterio che la legge italiana usa davvero.
Quanto costa vendere su Etsy: le commissioni, una voce per volta
Sulla pagina venditori italiana le tariffe sono sei, e la differenza che conta è tra quelle che paghi sempre e quelle che compaiono solo in certe condizioni.
Le tre che paghi sempre:
- Tariffa di inserzione, 0,17 €. La paghi per mettere l'articolo in vetrina, prima e indipendentemente dal fatto che venda. Etsy scrive che "le inserzioni sono attive per quattro mesi o fino alla vendita".
- Commissione di transazione, 6,5%. Si applica quando vendi. La base, e qui sta il punto che quasi tutti saltano, è il prezzo di vendita spese di spedizione incluse: lo dicono le domande frequenti della stessa pagina.
- Commissione di gestione pagamento, 4% più 0,30 €. La paghi se incassi con Etsy Payments, che per un venditore italiano è la strada normale. Etsy avverte che questa voce "può variare in base al Paese della banca".
Le tre che compaiono solo in certi casi:
- Annunci Offsite, 15%. Etsy paga per pubblicizzare i tuoi articoli su Google, Facebook, Instagram, Pinterest e Bing, e tu paghi una tariffa "soltanto sulle vendite originate da uno di questi articoli". Sulla facoltatività, vedi più avanti: è la voce meno semplice delle sei.
- Conversione di valuta, 2,5%. Addebitata sui fondi delle tue vendite "se la valuta dell'inserzione del tuo negozio è diversa dalla valuta del tuo conto dei pagamenti". Per un negozio italiano che vende in euro e incassa su un conto in euro, questa voce è zero.
- Commissione operativa regolamentare, 0,8%. Etsy scrive che "potrebbe dover addebitare questa tassa in alcuni Paesi dove i costi di gestione sono aumentati a causa delle normative locali". Quali Paesi, sulla pagina non c'è scritto.
Una cosa che non c'è, e che cambia il conto rispetto ad altri canali: non esiste un canone mensile. La pagina lo dichiara in una riga secca, "nessun costo mensile aggiuntivo". C'è invece una tariffa una tantum di apertura del negozio, di cui parliamo più sotto.
Il conto completo su una vendita da 35 €
Prendiamo il caso più ordinario che esista: un oggetto fatto a mano venduto a 35,00 €, con 6,00 € di spedizione a carico dell'acquirente. Chi compra paga in tutto 41,00 €. Vediamo cosa arriva a te.
| Voce | Come si calcola | Importo |
|---|---|---|
| Tariffa di inserzione | fissa, per inserzione | 0,17 € |
| Commissione di transazione 6,5% | 6,5% di 41,00 € (articolo più spedizione) | 2,67 € |
| Gestione pagamento 4% più 0,30 € | 4% di 41,00 € più 0,30 € | 1,94 € |
| Totale trattenuto da Etsy | 4,78 € | |
| Incassato dall'acquirente | 35,00 € più 6,00 € di spedizione | 41,00 € |
| Quello che ti resta | 41,00 € meno 4,78 € | 36,22 € |
| Spedizione che paghi davvero al corriere | ipotesi: quanto hai fatto pagare | 6,00 € |
| Netto sull'articolo | 30,22 € |
Tariffe lette sulla pagina venditori italiana di Etsy il 22 settembre 2026. Una nota di onestà sul conto: Etsy pubblica la percentuale e la quota fissa della gestione pagamento ma non dichiara, su quella pagina, su quale importo si applica il 4%. Qui è applicato all'intera somma pagata dall'acquirente, che è l'ipotesi prudente, cioè quella che porta al costo più alto. Se Etsy la calcolasse sul solo prezzo dell'articolo il totale scenderebbe di 0,24 €.
Il risultato in una riga: su 35,00 € di prezzo, Etsy ne trattiene 4,78 €, cioè il 13,7%. Sul totale pagato dall'acquirente sono l'11,7%. La formula rapida che puoi tenere a mente è il 10,5% più 0,47 € per vendita, ed è la somma delle due percentuali e delle due quote fisse.
E se quella stessa vendita arriva da un Annuncio Offsite? Il 15% si aggiunge: 6,15 € in più, per un totale di 10,93 €. Su 35,00 € di prezzo sono il 31,2%, quasi un terzo. È la ragione per cui la riga degli Annunci Offsite merita una sezione a parte.
Dove sbagliano i calcolatori che trovi in giro
Tre errori ricorrenti, tutti verificabili sulla pagina di Etsy.
Il primo: dimenticare la spedizione. Le domande frequenti di Etsy sono esplicite, il 6,5% si calcola "sul prezzo di vendita (spese di spedizione incluse)". Chi applica la percentuale al solo articolo si dimentica il 6,5% sui 6,00 € di spedizione, cioè 0,39 € per vendita. Su una vendita è un caffè. Su trecento vendite sono 117,00 €, e sono usciti dal tuo margine senza che tu li avessi messi a bilancio. La conseguenza pratica è contro-intuitiva: più alta fai pagare la spedizione, più commissione paghi.
Il secondo: trattare la tariffa di inserzione come una cifra fissa in euro. Lo è nell'esposizione, non nella sostanza. La nota a piè di pagina di Etsy dice che "le tariffe di inserzione ammontano a 0,20 USD, quindi l'importo nella tua valuta può variare in base alle fluttuazioni del tasso di cambio". Quello che vedi scritto come 0,17 € è una conversione di una tariffa in dollari, e nella stessa pagina Etsy scrive anche "0,20 $" quando parla della prima inserzione. Non sono due tariffe diverse: è la stessa tariffa in due valute. Chi le somma, o converte l'una nell'altra a orecchio, sbaglia in entrambe le direzioni.
Il terzo: dare per scontato il 2,5% di conversione valuta, oppure ignorarlo. Non è una tassa di sistema e non è un dettaglio: dipende da una scelta che fai il giorno in cui apri il negozio, quando Etsy ti chiede di impostare la posizione e la valuta. Se il tuo negozio vende in euro e il tuo conto dei pagamenti è in euro, quella voce per te vale zero per sempre. Se imposti il negozio in dollari perché ti sembra più internazionale, paghi il 2,5% sui fondi di ogni vendita: sulla nostra vendita da 41,00 € sarebbe 1,03 € in più, che porterebbe il conto da 4,78 € a 5,81 €. È l'unica delle sei voci che puoi azzerare con una decisione, ed è quella di cui nessuno parla.
Se stai ancora confrontando i canali prima di decidere, le tariffe di eBay.it, Amazon.it ed Etsy stanno una accanto all'altra nella guida su dove vendere online in Italia.
Gli Annunci Offsite: il 15% che a un certo punto non è più facoltativo
Questa voce ha una struttura che nessuna delle altre ha. Etsy compra pubblicità per i tuoi articoli su Google, Facebook, Instagram, Pinterest e Bing, e ti addebita il 15% solo sulle vendite che quegli annunci generano davvero. Finché non vendi tramite un annuncio, non paghi nulla. Detta così sembra un affare, e per molti negozi lo è.
Il punto delicato è un altro, ed è scritto in una nota a piè di pagina: "la pubblicità offsite è facoltativa per la maggior parte dei venditori, ma potrà essere obbligatoria in base alla somma delle vendite effettuate su Etsy in un periodo di 12 mesi".
Tradotto: superata una certa cifra di vendite in un anno, non puoi più disattivarla. Da quel momento una parte del tuo fatturato viaggia strutturalmente a una commissione totale intorno al 25% invece che al 10,5%, senza che tu abbia cambiato nulla nel tuo listino.
Qual è quella cifra? Su questo la pagina di Etsy rimanda al centro assistenza, e il centro assistenza non è consultabile. Quindi non la scriviamo. Quello che puoi fare, e vale più di un numero copiato altrove, è aprire le impostazioni pubblicitarie del tuo negozio e guardare se la voce è ancora disattivabile: se lo è, sei sotto la soglia; se non lo è, non lo sei più. E in ogni caso, quando costruisci il prezzo di un articolo, tienti un margine che regga anche il 15%.
Le tre cifre che questa pagina non ti dà, e perché
Dall'Italia, senza un account venditore, di Etsy si legge una pagina sola. Quella delle tariffe, etsy.com/it/sell, risponde regolarmente ed è server-rendered, quindi tutto quello che hai letto fin qui viene da lì. Il centro assistenza help.etsy.com e le pagine legali etsy.com/it/legal rispondono invece 403, verificato il 22 settembre 2026. Questo lascia tre buchi, e li dichiariamo invece di riempirli:
- La soglia oltre la quale gli Annunci Offsite diventano obbligatori. Etsy dice che esiste ed è calcolata su 12 mesi di vendite. Non dice quanto vale.
- L'importo della tariffa una tantum di apertura del negozio. Etsy scrive che "vedrai l'importo dovuto prima di completare le ultime fasi di configurazione del negozio", il che è un modo elegante per dire che varia e che non lo pubblica.
- Se l'Italia è tra i Paesi che pagano lo 0,8% di commissione operativa regolamentare. La voce è elencata sulla pagina italiana, ma la frase che la accompagna parla genericamente di "alcuni Paesi".
Tutte e tre le trovi nel tuo account, nel punto della procedura in cui Etsy te le mostra. Se leggi una cifra su un'altra pagina italiana, chiediti da dove viene: se non c'è una fonte con una data, probabilmente è stata copiata da un articolo americano e convertita a mano.
Aprire il negozio: cosa ti chiede Etsy e come ti paga
La procedura, nelle parole della pagina, è in sei passaggi: crei un account Etsy se non ne hai già uno, imposti la posizione e la valuta del negozio, scegli un nome, crei un'inserzione, imposti un metodo di pagamento, cioè come vuoi ricevere i soldi, e infine un metodo di fatturazione, cioè come vuoi pagare le tue spese su Etsy. Il secondo passaggio è quello da non fare in fretta: è lì che decidi se il 2,5% di conversione valuta ti riguarderà.
Come arrivano i soldi: con Etsy Payments i fondi delle vendite "vengono direttamente depositati sul tuo conto bancario nella tua valuta, a prescindere da dove e come gli acquirenti decidono di pagare". Etsy aggiunge che nei Paesi dove Etsy Payments è disponibile tramite Payoneer i fondi vengono versati sul conto Payoneer: la pagina non elenca quali sono, quindi anche questo è un dettaglio da verificare nella tua procedura e non qui.
Una voce a tuo favore, che di solito nessuno conta perché non è una tariffa: la Protezione acquisti di Etsy copre gli acquisti idonei fatti con Etsy Payments, e Etsy scrive che rimborserà il cliente e "potrai tenere le tue entrate" se un ordine idoneo arriva danneggiato o non arriva. Su un canale dove si spediscono pezzi unici e fragili, non è poco.
Vendere su Etsy senza partita IVA: la risposta breve, e il dettaglio che riguarda Etsy
Questa pagina non è una guida fiscale e non finge di esserlo, ma la domanda arriva sempre insieme a quella sui costi, quindi ecco il punto in due parti.
Non esiste una soglia in euro. La legge italiana non dice "fino a tot puoi vendere tranquillo". L'art. 4 del DPR 633/1972 definisce l'esercizio di imprese come "l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile, anche se non organizzate in forma di impresa". Su Normattiva il testo risulta in vigore dal 13 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026. La parola su cui gira tutto è abituale, e non è un importo.
Il dettaglio che riguarda Etsy in particolare, e che sposta la risposta rispetto alle app dell'usato. Etsy circoscrive cosa si può vendere: articoli "che hai realizzato, progettato, selezionato personalmente o acquistato da produttori". Vuol dire che la merce di un negozio Etsy, nel caso normale, è stata fatta o comprata per essere venduta. Chi svuota l'armadio su un'app di seconda mano può ragionevolmente dire che sta vendendo cose sue, una volta sola. Chi produce ceramiche o compra stock vintage per rivenderlo sta facendo, dalla prima inserzione, la cosa che l'art. 4 descrive. Non è una regola di Etsy ed Etsy non ti chiederà una partita IVA per aprire: è il criterio italiano applicato a quello che si vende lì.
Resta una zona grigia reale, e questa pagina non la risolve: chi vende tre quadri all'anno non è chi ne vende trecento, e il caso concreto lo valuta un commercialista con i tuoi numeri davanti. I passaggi per aprire, dal codice ATECO alla Gestione commercianti, sono nella guida su quando serve la partita IVA per vendere online.
Conviene? Dipende da cosa vendi, non dalle tariffe
La domanda "vale la pena vendere su Etsy" ha una risposta che arriva prima delle percentuali: Etsy non è un marketplace generalista. Ammette artigianato, pezzi progettati da te, vintage e materiali creativi. Se quello che vendi non rientra in quelle categorie, il 10,5% non è né buono né cattivo, semplicemente non ti riguarda, e il posto dove guardare è un altro. Il ragionamento su cosa mettere in vendita e su come stimarne la domanda sta in cosa vendere online.
Se invece ci rientra, i termini sono questi. Non paghi nulla finché non vendi, a parte 0,17 € per tenere l'inserzione in vetrina quattro mesi, e non paghi nessun canone mensile: per un negozio piccolo o stagionale è una struttura di costo molto più leggera di un abbonamento. In cambio, ogni vendita costa circa il 10,5% più 0,47 €, più il 15% quando arriva da un annuncio esterno. Quanto pesi dipende dal prezzo, perché le due quote fisse contano meno man mano che l'articolo costa di più: sulla vendita da 35,00 € di questa pagina il conto arriva al 31,2% del prezzo, su un pezzo da 200,00 € con la stessa spedizione si ferma al 26,5%.
Una differenza strutturale vale la pena tenerla a mente se vieni da eBay. Etsy pubblica una sola tabella di tariffe, uguale per tutti. eBay.it ne pubblica due, una per il venditore privato e una per il professionale, e dal 1° settembre 2026 quella del privato nello Spazio economico europeo è a zero tariffe per transazione: il confronto in euro, con i numeri presi dalle pagine ufficiali, sta in commissioni eBay. Su Etsy quella distinzione non esiste sul piano dei costi. Esiste solo sul piano fiscale italiano, e lì non la decide la piattaforma.
In sintesi
Vendere su Etsy dall'Italia costa 0,17 € per inserzione, il 6,5% sul venduto spedizione compresa e il 4% più 0,30 € di gestione del pagamento: su una vendita da 35,00 € con 6,00 € di spedizione, 4,78 €, il 13,7% del prezzo. Non c'è canone mensile. Il 2,5% di conversione valuta lo eviti impostando il negozio nella stessa valuta del tuo conto, il 15% degli Annunci Offsite è facoltativo fino a una soglia che Etsy non pubblica sulla pagina italiana, e la tariffa di apertura la vedi nella procedura. Sulla partita IVA il criterio non è una cifra ma l'abitualità, e su Etsy, dove quello che vendi lo hai fatto o comprato per venderlo, quella domanda arriva prima di quanto arrivi altrove.
Domande frequenti
Quanto si paga per vendere su Etsy?
Tre voci su ogni vendita, più eventuali extra. La tariffa di inserzione costa 0,17 € e l'inserzione resta attiva quattro mesi o fino alla vendita. Sul venduto Etsy trattiene il 6,5% di commissione di transazione, calcolata sul prezzo di vendita spese di spedizione incluse, e il 4% più 0,30 € di gestione del pagamento se incassi con Etsy Payments. Non c'è canone mensile. Su un articolo venduto a 35,00 € con 6,00 € di spedizione il totale è 4,78 €. Si aggiungono, solo in certi casi, il 15% sugli Annunci Offsite, il 2,5% di conversione valuta e lo 0,8% di commissione operativa regolamentare. Fonte: la pagina venditori di Etsy in italiano, letta il 22 settembre 2026.
Quanto costa Etsy al mese?
Come canone, niente: la pagina venditori italiana di Etsy dichiara espressamente che non c'è nessun costo mensile aggiuntivo. Etsy si paga per inserzione e per vendita, non per il tempo in cui il negozio resta aperto: 0,17 € per mettere un articolo in vetrina, dove resta quattro mesi o fino alla vendita, poi il 6,5% di commissione di transazione sul prezzo di vendita spese di spedizione incluse e il 4% più 0,30 € di gestione del pagamento quando incassi con Etsy Payments. Quello che sulla pagina non esiste è un addebito che scatta per il solo fatto che il negozio è aperto. Fonte: la pagina venditori di Etsy in italiano, letta il 22 settembre 2026.
Cosa succede se vendo su Etsy senza partita IVA?
La legge italiana non guarda quanto incassi ma come vendi. L'art. 4 del DPR 633/1972 definisce esercizio di imprese l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali: non c'è nessun importo sotto il quale si è automaticamente a posto. Il punto specifico di Etsy è che il suo regolamento ammette solo articoli che hai realizzato, progettato, selezionato personalmente o acquistato da produttori, quindi nella maggior parte dei negozi la merce è stata fatta o comprata per essere venduta. È esattamente la situazione che l'articolo descrive. La valutazione del tuo caso spetta a un commercialista, con i tuoi numeri davanti.
Vale la pena vendere su Etsy?
Dipende da cosa vendi, prima che dalle tariffe. Etsy ammette solo artigianato, pezzi progettati da te, vintage e materiali creativi: se quello che vendi non rientra in quelle categorie la domanda non ti riguarda. Se ci rientra, il costo da mettere in conto è circa il 10,5% più 0,47 € per vendita, senza canone mensile, e sulle vendite che arrivano da un Annuncio Offsite si aggiunge il 15%: sull'esempio di questa pagina, una vendita da 35,00 €, il conto passa dal 13,7% al 31,2% del prezzo. Il vantaggio è che non paghi nulla finché non vendi, a parte 0,17 € per tenere l'inserzione in vetrina quattro mesi.
Come posso vendere da privato su Etsy?
Etsy pubblica una sola tabella di tariffe e non distingue il venditore privato dal professionale, quindi sul piano dei costi non c'è un account da privato che costa meno. Sul piano fiscale italiano la distinzione esiste eccome, ma non la decide Etsy: la decide l'abitualità con cui vendi. Chi apre un negozio per vendere quello che produce sta facendo la cosa che l'art. 4 del DPR 633/1972 chiama esercizio di imprese, a prescindere dall'incasso. Chi vende un mobile vintage ereditato una volta sola è in una posizione diversa.
Le commissioni di Etsy si pagano anche sulla spedizione?
Sì, la commissione di transazione sì. Le domande frequenti di Etsy dicono che su ogni vendita è prevista una commissione del 6,5% sul prezzo di vendita, spese di spedizione incluse. Se vendi un articolo a 35,00 € e fai pagare 6,00 € di spedizione, il 6,5% si applica a 41,00 € e vale 2,67 €: i 6,00 € di spedizione da soli aggiungono 0,39 € di commissione. La differenza sembra piccola su una vendita e non lo è più su trecento.
Quanto costa aprire un negozio su Etsy?
Etsy scrive che all'apertura viene addebitata una tariffa una tantum e che, se ti è richiesto di pagarla, vedrai l'importo dovuto prima di completare le ultime fasi di configurazione. L'importo non è pubblicato sulla pagina venditori italiana e il centro assistenza di Etsy non è raggiungibile dall'Italia senza un account, quindi questa pagina non stampa una cifra: la vedi tu, nella procedura, prima di confermare. Quello che si può dire è che non esiste un canone mensile: la pagina lo dichiara espressamente.