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Vendere su Amazon da privato: cosa puoi vendere e cosa no

Hai un armadio da svuotare, una collezione da liquidare o dieci pezzi comprati per provare a rivenderli, e la domanda è sempre la stessa: posso mettere questa roba su Amazon senza aprire niente? La risposta breve è sì, Amazon ti fa entrare. La risposta utile è che Amazon non è l'unico a decidere.

Davanti a te ci sono due cancelli, e il motivo per cui questa domanda genera tanta confusione è che vengono scambiati l'uno per l'altro. Il primo è quello di Amazon: una piattaforma commerciale che stabilisce chi può aprire un account, con quale piano e in quali categorie può pubblicare. Il secondo è quello della normativa italiana, che stabilisce se quello che stai facendo è esercizio di impresa, e quindi se ti serve la partita IVA. Il primo cancello si apre anche a chi non ha nulla di intestato. Il secondo non guarda cosa hai scritto nel modulo di Amazon: guarda come vendi.

Questa pagina percorre i due cancelli nell'ordine in cui li incontri davvero, con le parole di Amazon prese dalle sue pagine e il criterio fiscale preso dalla norma in vigore. Non troverai una cifra oltre la quale scatta la partita IVA, perché quella cifra non esiste, e chi te la scrive ti sta dando un numero che significa un'altra cosa.

I due cancelli, separati una volta per tutte

Il cancello di Amazon è un modulo. Chiede un documento, un telefono, una carta, un conto e la prova di dove abiti, e ha una casella che dice esplicitamente che non hai un'attività costituita. Si apre in pochi giorni.

Il cancello fiscale è un criterio, non un modulo, e non si apre: ci sei dentro o non ci sei, in base a come ti comporti. L'art. 4 del DPR 633/1972, nella versione in vigore dal 13 dicembre 2025, definisce esercizio di imprese "l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali o agricole di cui agli articoli 2135 e 2195 del codice civile". La parola che conta è abituale. Non c'è un importo, non c'è un numero di vendite: c'è un modo di operare.

La conseguenza pratica, prima di tutto il resto: se stai svuotando la cantina, i due cancelli hanno risposte diverse e va bene. Se stai comprando merce per rivenderla, il secondo cancello ti riguarda dal primo giorno, anche se il primo ti ha fatto entrare senza chiedere nulla, e anche se incassi poco.

Passo 1: scegli il piano di vendita, Individuale o Professionale

Amazon vende due piani e il venditore privato è semplicemente chi sceglie il primo. Sulla pagina dei prezzi: il piano di vendita Individuale ammonta a 0,99 € (IVA esclusa) per articolo venduto, il piano di vendita Professionale a 39 € (IVA esclusa) al mese, indipendentemente dal numero di unità vendute. In entrambi i casi, sopra c'è la commissione per segnalazione della categoria, che si paga comunque.

Cosa cambiaIndividualeProfessionale
Costo del piano0,99 € per articolo venduto39 € al mese
Amazon lo consiglia sevendi meno di 40 articoli al mesevendi più di 40 articoli al mese
Categorie soggette a restrizioninon puoi pubblicaresolo i Professionali sono autorizzati
Tariffe di spedizionequelle stabilite da Amazonpuoi impostare le tue
Inserzioni in blocco, API, pubblicitànosì

Tutti gli importi sono IVA esclusa. La soglia che Amazon indica è anche il punto in cui cambia l'aritmetica, e vale la pena farla in euro invece di fidarsi: 39 vendite a 0,99 € sono 38,61 €, 40 vendite sono 39,60 €. Quindi fino a 39 articoli al mese il piano Individuale costa meno del canone, dalla quarantesima vendita il Professionale costa meno. Se vendi otto cose nel mese, il piano a canone ti farebbe pagare 39 € per otto vendite: 4,88 € di piano per pezzo, prima delle commissioni.

C'è un caso in cui questo conto non si fa, e lo vedi nel passo successivo: se la tua categoria è soggetta a restrizioni, il piano Professionale non è la scelta più conveniente, è l'unica possibile.

Passo 2: controlla se la tua categoria è aperta al piano Individuale

Questo è il punto che la domanda "cosa posso vendere da privato" sta cercando, ed è anche quello che quasi nessuno ti dice prima che tu abbia comprato la merce. Amazon lo scrive così, sulla pagina dei prezzi: "Solo i venditori Professionali sono autorizzati a pubblicare offerte e vendere in categorie soggette a restrizioni". E tra le funzionalità elencate sotto il piano Professionale c'è "Richiedi l'autorizzazione alla vendita in categorie aggiuntive".

Messe insieme, le due frasi dicono una cosa precisa: con il piano Individuale non vendi nelle categorie ad accesso limitato e non puoi nemmeno chiedere di entrarci. Se già pubblichi in quelle categorie come venditore Professionale, Amazon avverte che non potrai continuare a pubblicare articoli in tali categorie usando il piano Individuale, quindi il passaggio al piano a consumo ti chiude quelle inserzioni.

Un elenco delle categorie soggette a restrizioni su questa pagina Amazon non lo pubblica, e qui non te lo inventiamo: la verifica si fa dal proprio account di vendita, categoria per categoria, prima di comprare lo stock. Il modo onesto di usare questa informazione è trattarla come una domanda da fare per prima, non per ultima.

C'è poi un secondo limite del piano Individuale, meno noto e molto concreto se vendi oggetti pesanti: i venditori con un piano di vendita Individuale utilizzano le tariffe di spedizione stabilite da Amazon su tutti i prodotti. Non imposti tu il costo di spedizione, lo imposta Amazon, e la differenza la paghi tu quando il corriere costa più di quella tariffa.

Passo 3: registra l'account come individuo, fase per fase

Il percorso di registrazione di Amazon è diviso in sei fasi, e per un privato le cose interessanti stanno nella prima e nell'ultima.

Nella fase 1 Amazon chiede dove si trova l'attività e di che tipo è. Se non hai un'attività, è previsto: alla voce tipo di attività, tra le opzioni (Statale, Quotata in borsa, Privata, Ente benefico, Ditta individuale), la guida indica che se operi come individuo o la tua attività non è altrimenti costituita devi selezionare "Nessuna, sono un individuo". Da lì in avanti due richieste cadono: la licenza commerciale è richiesta solo per le aziende e i venditori individuali non sono tenuti a fornirla, e l'indirizzo registrato dell'attività non è richiesto per i venditori individuali.

Nella fase 2 ti identifichi come persona di contatto principale con un documento d'identità rilasciato dal governo: nome legale completo, paese di cittadinanza, paese di nascita, data di nascita. Il numero di telefono si verifica via SMS o chiamata.

Nella fase 3 inserisci i dati di una carta di credito o di debito: numero, data di scadenza, codice CVV/CVC e indirizzo di fatturazione. Amazon addebita su quella carta l'eventuale quota di abbonamento del primo mese e il saldo negativo dell'account.

Nella fase 5 arrivano le coordinate per essere pagato: nome del titolare del conto, numero di conto bancario e coordinate della banca. Se la verifica automatica non va a buon fine, ti viene chiesto un estratto conto recente, con data entro gli ultimi 180 giorni.

Nella fase 6 c'è la verifica dell'identità, e qui il privato non è esentato da niente: devi scattare una foto del tuo viso e del documento, oppure partecipare a una videochiamata con un collaboratore Amazon mostrando documento e prova dell'indirizzo di residenza. La prova dell'indirizzo, come un estratto conto o una bolletta recente, è richiesta a tutti.

Nessuna di queste sei fasi ti chiede una partita IVA se hai dichiarato di essere un individuo. È un fatto sul modulo di Amazon, e non è un permesso fiscale: è esattamente la ragione per cui serve il passo 5.

Passo 4: calcola quanto ti resta su una vendita reale

Sopra il piano c'è la commissione per segnalazione, che Amazon applica su ogni articolo venduto e calcola sul prezzo totale pagato dall'acquirente, incluse le spese di spedizione e l'eventuale confezione regalo. Amazon indica che la maggior parte delle commissioni per categoria è compresa tra l'8% e il 15%, e quasi tutte le categorie hanno un minimo di 0,30 € per articolo. Alcune righe del tariffario, dalla pagina dei prezzi:

CategoriaCommissioneMinimo
Elettronica7%0,30 €
Computer7%0,30 €
Scarpe15%0,30 €
Libri15%nessuno
Accessori per dispositivi Amazon45%0,30 €

Sui Libri il tariffario indica il minimo per articolo come "non applicabile"; sulle altre categorie elencate il minimo è 0,30 €. Gli elettrodomestici di dimensioni standard stanno nella stessa fascia di elettronica e computer, al 7%.

Tre categorie molto frequentate dai privati non hanno un'aliquota unica, ma fasce legate al prezzo. Abbigliamento e accessori: 5% per gli articoli fino a 15 €, 10% tra 15 € e 20 €, 15% oltre i 20 €. Prodotti per la casa: 8% fino a 20 € e 15% sopra. Mobili: 15% sulla parte di prezzo fino a 200 € e 10% sulla parte eccedente.

Due cose si notano subito. La prima è che l'elettronica, che molti considerano la categoria dei margini impossibili, ha una commissione più bassa dell'abbigliamento sopra i 20 €. La seconda è che le percentuali non sono fisse per categoria ma a fasce di prezzo, e dal 5 gennaio 2026 Amazon ha ridotto alcune di quelle fasce nei negozi europei: abbigliamento e accessori dall'8% al 5% per gli articoli fino a 15 €, e i prodotti per la casa dal 15% all'8% per gli articoli fino a 20 €.

Il conto su un oggetto reale, un paio di scarpe usate poco, prezzo 40 € e 5 € di spedizione pagati dall'acquirente. Il prezzo totale su cui Amazon calcola è 45 €. Commissione per segnalazione al 15%: 6,75 €. Piano Individuale: 0,99 €. Ad Amazon vanno 7,74 €, a te restano 37,26 €, e da quei 37,26 € esce il costo reale della spedizione. Lo stesso oggetto a 45 € totali in Elettronica pagherebbe il 7%, cioè 3,15 €, più 0,99 €: 4,14 € invece di 7,74 €. La categoria vale più del prezzo, su Amazon.

Un avvertimento sul minimo: su una vendita da 3 € in una categoria al 7% la percentuale darebbe 0,21 €, ma il minimo per articolo è 0,30 €, e con 0,99 € di piano le tariffe si mangiano il 43% dell'incasso. Gli oggetti di piccolo taglio sul piano Individuale non reggono.

Passo 5: capisci quando scatta la partita IVA

Qui il modulo di Amazon non serve più. Il criterio è quello dell'art. 4 del DPR 633/1972 citato all'inizio: è esercizio di imprese l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività commerciali. Quindi la domanda non è quanto hai incassato, è se l'attività è abituale.

Vendere le proprie cose, saltuariamente, è il caso del venditore privato. Comprare beni per rivenderli è un'attività commerciale, e il fatto che la piattaforma sia Amazon, eBay o un mercato sotto casa non cambia la valutazione. Tra i due estremi c'è una zona in cui la risposta dipende dai fatti concreti, e quella valutazione la fa un commercialista sul tuo caso: nessuna pagina web, compresa questa, può dirti se la tua situazione è abituale.

Quello che possiamo dirti con certezza è quali numeri non sono la risposta. Non esiste un limite in euro per vendere da privato, e le cifre che girano sui forum sono tre cose diverse: la soglia di comunicazione delle piattaforme, la franchigia dei contributi per il lavoro autonomo occasionale e il tetto del regime forfettario, che riguarda chi la partita IVA ce l'ha già. Scriverne una come "limite per vendere senza partita IVA" è l'errore più diffuso su questo argomento.

Sul fatto che il fisco veda le tue vendite non c'è margine di dubbio: con la direttiva DAC7 i gestori di piattaforma comunicano all'Agenzia delle Entrate le informazioni relative alla vendita di beni per i venditori residenti in Italia o in un altro Stato membro dell'Unione europea, con alcuni casi di esclusione ed esonero. Le soglie e il meccanismo, con le fonti, sono spiegati nella pagina gemella su vendere su eBay senza partita IVA, che usa lo stesso criterio di abitualità.

Se dalla lettura di questo passo concludi che la partita IVA ti serve, la procedura completa, dal codice ATECO al regime forfettario fino alla SCIA, è nella guida su come aprire la partita IVA per vendere online. Se invece stai ancora decidendo se costruire un'attività di vendita e come, la guida di partenza è quella su come aprire un ecommerce.

Passo 6: se stai comprando per rivendere, valida la domanda prima di comprare

Se sei arrivato fin qui e il tuo piano è comprare merce per rivenderla, allora il passo 5 ti ha già risposto: sei sul lato dell'attività abituale, e il conto da fare non è più "posso vendere da privato", è "questa merce si vende e a che prezzo". L'ordine giusto è validare prima e comprare dopo, perché lo stock sbagliato non si recupera con una tariffa più bassa.

Due note di onestà prima di proseguire. Amazon non è l'unico canale, e per capire se conviene a te vale la pena leggere il confronto su dove vendere online. E se la parola che avevi in mente era dropshipping, quella è un'altra lettura del vendere su Amazon, con regole e rischi suoi: sta in dropshipping con Amazon.

Sul dato di vendita vero il limite va detto chiaro: ZIK Analytics raccoglie i dati di vendita di eBay, con eBay Italia tra i marketplace selezionabili nelle Quick Settings, e non ha i dati dei venditori di amazon.it. Quindi come strumento serve a validare la domanda su eBay, non a dirti cosa vende su Amazon Italia, e chi ti promette numeri di vendita di amazon.it ti sta vendendo una stima.

L'eBay Product Research Tool: la parola chiave nella barra di ricerca e, sotto, sell-through, numero di inserzioni, pezzi venduti e ricavi per quella ricerca. La scena di esempio mostra il marketplace USA in dollari e l'app è in inglese; con eBay Italia nelle Quick Settings gli stessi campi mostrano i dati di eBay.it in euro

Il campo da guardare per primo è il sell-through, la percentuale di inserzioni che vendono: dice quanta domanda c'è rispetto all'offerta già presente. Un prodotto con molte inserzioni e poche vendite è un prodotto su cui arrivi tardi, su qualsiasi piattaforma.

Gli errori che costano, in ordine di frequenza

Comprare lo stock prima di controllare la categoria. Se la categoria è soggetta a restrizioni, il piano Individuale non pubblica, e te ne accorgi con la merce in casa.

Prendere il canone da subito. Sotto le 40 vendite al mese il piano Individuale costa meno. I 39 € al mese sono un requisito se la categoria li impone, non un passaggio obbligato.

Calcolare la commissione sul prezzo dell'articolo. Si calcola sul prezzo totale pagato dall'acquirente, spedizione inclusa. Sulle scarpe dell'esempio la differenza è 0,75 €.

Dimenticare il minimo di 0,30 € sugli oggetti piccoli. Sotto i 5 € di prezzo le tariffe diventano la voce più grande del conto.

Leggere il modulo di Amazon come una risposta fiscale. Che la licenza commerciale sia richiesta solo alle aziende è una regola di Amazon sulla verifica dell'account, non una norma tributaria italiana.

Da dove partire stasera

Apri la pagina dei prezzi di Amazon e verifica la categoria dei tuoi oggetti: è il passo che decide tutti gli altri, perché se la categoria è ad accesso limitato la scelta del piano non esiste. Poi fai il conto del passo 4 sul tuo prezzo reale, spedizione inclusa, e guarda cosa ti resta.

Infine rispondi alla domanda scomoda con la norma, non con un numero: stai vendendo cose tue in modo occasionale, o stai comprando per rivendere in modo abituale? Nel primo caso il piano Individuale e l'opzione "Nessuna, sono un individuo" sono il tuo percorso. Nel secondo, la partita IVA fa parte del progetto dal principio, e il passo giusto è parlarne con un commercialista prima di ordinare la merce.

Domande frequenti

Quanto costa vendere su Amazon come privato?

Con il piano Individuale paghi 0,99 € (IVA esclusa) per ogni articolo venduto, più la commissione per segnalazione della categoria, che Amazon applica sul prezzo totale pagato dall'acquirente (prezzo dell'articolo, spedizione ed eventuale confezione regalo). La maggior parte delle commissioni per categoria è compresa tra l'8% e il 15%, con un minimo di 0,30 € per articolo su quasi tutte le categorie. Un paio di scarpe a 40 € con 5 € di spedizione fa 45 € di prezzo totale: 6,75 € di commissione al 15%, più 0,99 € di piano, quindi 7,74 € ad Amazon.

Cosa posso vendere su Amazon da privato?

Tutto quello che rientra nelle categorie non soggette a restrizioni. Amazon scrive che solo i venditori Professionali sono autorizzati a pubblicare offerte e vendere nelle categorie soggette a restrizioni, e indica la richiesta di autorizzazione per le categorie aggiuntive tra le funzionalità del piano Professionale. Amazon non pubblica l'elenco completo delle categorie ad accesso limitato su questa pagina: la verifica si fa dal proprio account, categoria per categoria, prima di comprare la merce. Con il piano Individuale, inoltre, usi le tariffe di spedizione stabilite da Amazon e non puoi impostare le tue.

È possibile vendere su Amazon da privato senza partita IVA?

Per Amazon sì: la licenza commerciale è richiesta solo alle aziende, i venditori individuali non sono tenuti a fornirla, e alla voce tipo di attività c'è l'opzione "Nessuna, sono un individuo". Per il fisco italiano è un'altra domanda, e la risposta non dipende da Amazon: conta l'abitualità dell'attività. Vendere in modo occasionale cose tue è una cosa, comprare merce per rivenderla è un'altra, e la seconda è attività d'impresa anche se gli incassi sono piccoli.

Devo pagare le tasse se vendo su Amazon?

Dipende da cosa vendi e come. Chi svolge un'attività commerciale in modo abituale ha redditi d'impresa, con partita IVA e contributi. Chi vende le proprie cose in modo occasionale è in una situazione diversa, e il singolo caso va valutato con un commercialista: una pagina web non può dirti se quella vendita produce reddito imponibile. In ogni caso le piattaforme comunicano i dati: con la direttiva DAC7 i gestori di piattaforma trasmettono all'Agenzia delle Entrate le informazioni sulla vendita di beni dei venditori residenti in Italia, con alcuni casi di esclusione ed esonero.

Da quante vendite conviene passare al piano Professionale?

Dalla quarantesima vendita nel mese. Il conto è diretto: 39 vendite sul piano Individuale costano 38,61 €, 40 ne costano 39,60 €, contro i 39 € (IVA esclusa) del canone mensile. Amazon stessa imposta la scelta sulla stessa soglia, con "Vendi meno di 40 articoli al mese" da un lato e "Vendi più di 40 articoli al mese" dall'altro. Il calcolo cambia se la tua categoria è soggetta a restrizioni: in quel caso il piano Professionale non è una convenienza, è il requisito.

Amazon mi chiede la partita IVA quando mi registro?

Nel percorso di registrazione la licenza commerciale e i dati camerali (ragione sociale, numero di partita IVA, sede legale) sono richiesti per la verifica delle aziende. Al venditore individuale Amazon chiede un documento d'identità rilasciato dal governo, un numero di telefono da verificare, i dati di una carta di credito, le coordinate di un conto bancario e una prova dell'indirizzo di residenza come un estratto conto o una bolletta. Il fatto che il modulo non ti obblighi ad avere una partita IVA non significa che tu non ne abbia bisogno: quella valutazione la fa la normativa fiscale, non il modulo.